La Tecarterapia

  • 25. Jun. 25
La Tecarterapia

La tecarterapia è uno dei trattamenti fisioterapici più utilizzati e richiesti in Italia. In questo articolo scoprirai cos’è, come funziona, quando si usa, quante sedute servono, le controindicazioni e perché i costi possono variare da centro a centro.

La Tecarterapia

Scopriamo insieme quali sono le caratteristiche principali della tecarterapia, utilizzata da diversi studi di fisioterapia all'avanguardia, come il Centro di Fisioterapia ed Osteopatia a Roma Balduina, volta alla cura di diverse patologie.

• Introduzione
• Il calore endogeno
• Effetti biologici indotti dalla tecarterapia
• Componenti della tecarterapia
• Analogie con la tecarterapia
• Indicazioni di utilizzo della tecarterapia
• La Tecarterapia risulta dolorosa?
• Modalità di applicazione: capacitiva e resistiva
• Tecarterapia: quante sedute sono necessarie?
• Tecarterapia: controindicazioni
• Tecarterapia: quanto costa un apparecchio professionale?
• Tecarterapia: costi medi per singola seduta
• Convenzioni per l’utilizzo della tecarterapia
• Bibliografia

Introduzione

Entrando in uno studio di fisioterapia, molto probabile avrai sentito parlare della tecarterapia. Anche se non l’hai ancora provata, l’avrai sicuramente notata in uso.
Negli ultimi dieci anni, questo trattamento ha conosciuto una diffusione straordinaria, diventando tra i:

Rimedi fisioterapici più prescritti dai medici di base;
• Termini più ricercati su Google dagli utenti italiani in ambito fisioterapico;
• Dispositivi più venduti in Italia nel settore della fisioterapia;
• Terapie più utilizzate dai fisioterapisti professionisti in ambito sportivo.

In questo articolo scoprirai cos’è la tecarterapia, perché ha avuto un così grande successo e in quali condizioni cliniche viene utilizzata con maggiore efficacia. Approfondiremo anche quante sedute sono generalmente necessarie per un ciclo di trattamento, le eventuali controindicazioni ed, infine, affronteremo il tema dei costi, spiegando perché spesso si riscontrano differenze di prezzo da un centro fisioterapico all’altro. Buona lettura!

Il termine Tecarterapia è l’acronimo di Trasferimento Energetico Capacitivo Resistivo, e descrive il principio di funzionamento alla base di questo trattamento: la capacità del dispositivo di trasferire energia ai tessuti, stimolando così una risposta biologica profonda.

Questa tecnologia fisioterapica è conosciuta anche con altri nomi, come: radiofrequenza o diatermia da contatto. Vediamo ora perché vengono utilizzati questi due sinonimi:

1. Tecarterapia come “Radiofrequenza”
Il termine radiofrequenza fa riferimento allo spettro elettromagnetico cui appartengono le onde utilizzate dalla tecarterapia. Più precisamente, la frequenza emessa da questi dispositivi si colloca tra 500.000 Hz (500 kHz) e 1.000.000 Hz (1 MHz), una gamma molto vicina a quella delle tradizionali onde radio. Molti pazienti riconoscono il termine radiofrequenza perché viene spesso impiegato anche in ambito estetico, ad esempio nei trattamenti contro cellulite e lassità cutanea.

Ma qual è la reale differenza tra una radiofrequenza estetica e una tecarterapia medica?

A livello di frequenza, non esistono differenze. Tuttavia, i dispositivi utilizzati nei centri estetici non sono strumenti medicali; pertanto, sono progettati con una potenza molto più bassa rispetto a quelli in uso nei centri fisioterapici. In pratica, la tecar può essere utilizzata come una radiofrequenza estetica semplicemente abbassando la potenza, ma non viceversa; ovvero, una radiofrequenza di tipo estetica non avrà l'efficacia terapeutica della tecarterapia. A tal proposito, la tecarterapia ha contribuito anche alla nascita e allo sviluppo della cosiddetta fisioterapia estetica.

2. Tecarterapia come “Diatermia da Contatto”
Il termine diatermia descrive invece l’effetto fisico prodotto dalla tecarterapia, ovvero la generazione di calore endogeno (prodotto internamente dai tessuti). La parola fu coniata nei primi del ’900 dal ricercatore Nagelschmidt, pioniere nello studio dell’uso terapeutico del calore. A differenza di altri dispositivi fisioterapici, come la marconiterapia – inventata da Guglielmo Marconi, la tecarterapia necessita del contatto diretto tra due elettrodi applicati sul corpo del paziente. Ed è proprio per questo che viene chiamata “diatermia da contatto”, con il calore terapeutico generato da un circuito chiuso tra i due elettrodi e i tessuti trattati.

Il calore endogeno

La Tecarterapia è in grado di produrre calore profondo, noto anche come calore endogeno, attraverso un principio fisico chiamato effetto Joule. Durante il trattamento, gli ioni presenti nei tessuti biologici – ovvero particelle cariche elettricamente – vengono stimolati a oscillare a frequenze molto elevate, fino a centinaia di migliaia di volte al secondo. Questo rapido movimento genera calore direttamente all'interno dei tessuti, senza l’ausilio di fonti di calore esterne.

            

Effetti biologici indotti dalla tecarterapia

La Tecar agisce a livello cellulare e tissutale generando tre principali effetti biologici:

- Effetto chimico: Si ritiene che la Tecarterapia contribuisca a ristabilire il corretto potenziale di membrana delle cellule. In presenza di infiammazione, infatti, gli scambi cellulari possono risultare alterati, e questo trattamento aiuta a normalizzarli.
- Effetto termico: Durante l'applicazione, si verifica un aumento del flusso sanguigno nella zona trattata. Questo favorisce il miglioramento del microcircolo locale e genera una piacevole sensazione di calore. Oltre ad essere terapeutico, questo ha un effetto rilassante; infatti, molti pazienti riferiscono una sensazione di benessere fisico e mentale molto intenso.
- Effetto meccanico: Il calore prodotto favorisce una maggiore elasticità tissutale, rendendoli più facili da mobilizzare. Questo effetto meccanico è particolarmente utile nella preparazione dei tessuti a tecniche manuali o mobilizzazioni fisioterapiche.

Componenti della tecarterapia

Un dispositivo per Tecarterapia è composto da tre elementi fondamentali:

• Unità centrale: il cuore pulsante del dispositivo, preposto a produrre energia necessaria al trattamento;
• Elettrodo, di tipo: capacitivo o resistivo;
• Piastra di ritorno (neutro): posizionata in maniera speculare all’elettrodo, completa il circuito energetico;

Durante la seduta, l’area da trattare viene collocata tra elettrodo e piastra, permettendo così l’attivazione tissutale. I’operatore muove l’elettrodo in maniera continua e il paziente percepisce una gradevole sensazione di calore, simile a un massaggio rilassante. Per facilitare il passaggio dell’energia, si utilizza una crema conduttiva specifica, che migliora la trasmissione dell’impulso elettrico dalla macchina al corpo del paziente.

Ad oggi, le Tecarterapie moderne non si limitano alla configurazione base (macchina, piastra, elettrodo), ma includono tecnologie avanzate e numerosi accessori innovativi, tra questi:
- Tablet e smartwatch integrati, per regolare in modo preciso i parametri della seduta;
- Elettrodi bipolari, che permettono di eseguire la terapia senza piastra (neuto);
- Sistemi statici automatici, che consentono al fisioterapista di lavorare in modalità “mani libere”;
- Piastra dinamica, con la stessa forma di un elettrodo, ideale per eseguire trattamenti più mirati grazie a geometrie energetiche personalizzabili;

Analogie con la tecarterapia

Quando si confronta la Tecarterapia ad altre terapie fisiche, come; ultrasuoni, laser ad alta potenza o elettroterapia - la somiglianza può non essere immediata. Molti potrebbero pensare agli ultrasuoni, poiché il manipolo utilizzato ricorda nella forma quello della Tecar. Altri potrebbero paragonarla al laser ad alta potenza, in quanto entrambi generano calore nei tessuti e rientrano nelle terapie termiche.
Tuttavia, la vera analogia è con l’elettroterapia. Infatti, sia la Tecar che l’elettrostimolazione si basano sull’utilizzo della corrente elettrica. La differenza fondamentale risiede nella frequenza della corrente utilizzata:
- L’elettrostimolazione tradizionale impiega correnti a bassa frequenza, solitamente intorno ai 100 Hz.
- La Tecarterapia, invece, utilizza una corrente a radiofrequenza, con valori superiori ai 500.000 Hz (500 kHz). Questa alta frequenza permette alla Tecar di stimolare i tessuti in profondità, generando calore endogeno e attivando processi biologici di rigenerazione e guarigione.

Indicazioni di utilizzo della tecarterapia

La tecarterapia può essere implementata in diverse patologie, come:

- Infiammazioni, contratture e strappi muscolari;
- Contusioni e distorsioni;
- edemi ed ematomi;
- cicatrici ed aderenze connettivali;
- inestetismi (es: cellulite);
- ernie discali;
- pubalgie, lombalgie, dorsalgie e cervicalgie;
- mal di schiena;
- meniscopatie;
- tendinopatie;
- capsulite adesiva;
- borsiti;
- calcificazioni;
- recuperi post traumatici;
- artrosi;

La Tecarterapia risulta dolorosa?

I trattamenti con Tecarterapia sono estremamente piacevoli e rilassanti. Il paziente non avverte dolore durante la seduta; al contrario, la sensazione di calore profondo e il movimento continuo dell’elettrodo spesso inducono uno stato di rilassamento tale da portare alcuni pazienti ad addormentarsi. Questo rende la Tecar una delle terapie strumentali più ben tollerate e apprezzate, anche in caso di dolore acuto.

Modalità di applicazione: capacitiva e resistiva

L’efficacia della Tecarterapia dipende anche dalla modalità di applicazione scelta:

Modalità capacitiva: indicata per il trattamento di strutture superficiali, come il tendine del quadricipite, il muscolo popliteo o una cisti di Baker. È particolarmente utile anche in presenza di articolazione gonfia, ad esempio in caso di edemi, ematomi, contusioni o nelle fasi post-traumatiche. La modalità capacitiva ha un effetto drenante e decongestionante.
Modalità resistiva: utilizzata quando è necessario far penetrare l’energia in profondità, come nelle problematiche intra-articolari dell’articolazione femoro-tibiale. È efficace per trattare condizioni come meniscopatie, lesioni parziali dei legamenti, calcificazioni o altri disturbi profondi del ginocchio.

Tecarterapia: quante sedute sono necessarie?

Una delle domande più frequenti che i pazienti rivolgono al fisioterapista è: “Quante sedute di Tecarterapia mi serviranno per stare meglio?”.
È una domanda comprensibile, ma non esiste una risposta universale valida per tutti. Ogni paziente, infatti, reagisce in modo unico alla terapia: fattori come la tipologia della patologia, le condizioni fisiche individuali e l’esperienza del fisioterapista influiscono notevolmente sul numero di sedute necessarie.

Per questo motivo, difficilmente si potrà affermare con certezza qualcosa come: “In sei sedute sarai guarito”. Tuttavia, in molti casi, si può fornire una stima orientativa, spesso espressa con: 👉 “Tra 5 e 7 sedute dovresti iniziare a sentire benefici”. In linea generale, i cicli prescritti per trattare disturbi comuni prevedono solitamente 10 applicazioni. La frequenza delle sedute varia a seconda del paziente e del contesto clinico:

• In caso di un atleta agonista, che ha la necessità di tornare in campo rapidamente, si può optare per più sedute concentrate in un breve lasso di tempo, anche due al giorno.
• Per un lavoratore sedentario, come un impiegato con mal di schiena, una cadenza di tre sedute a settimana, alternate da un giorno di pausa, è spesso sufficiente ed efficace (es. lunedì, mercoledì e venerdì oppure martedì, giovedì e sabato).

Nel caso di un ciclo da 10 sedute, una pianificazione standard potrebbe essere:
Prime due settimane: 3 sedute a settimana
• Ultime due settimane: 2 sedute a settimana

Questo schema consente al fisioterapista di monitorare i progressi del paziente e modulare l’intensità del trattamento in base alla risposta clinica.

Tecarterapia: controindicazioni

La Tecarterapia, sfruttando le radiofrequenze, stimola l’attività biologica dei tessuti per favorire la rigenerazione e il recupero funzionale. Tuttavia, come tutti i dispositivi elettromedicali, presenta alcune controindicazioni.

Esistono due tipologie principali:
- Controindicazioni assolute: il trattamento è sempre vietato.
- Controindicazioni relative: il trattamento può essere valutato caso per caso dal fisioterapista.

✅ Controindicazioni assolute alla Tecarterapia
In questi casi la Tecarterapia non deve essere eseguita per nessun motivo:
1. Neoplasie attive o pregresse negli ultimi 10 anni
2. Gravidanza
3. Età pediatrica
4. Portatori di pacemaker o dispositivi elettronici non rimovibili
5. Epilessia

⚠️ Controindicazioni relative alla Tecarterapia
In questi casi il trattamento non è escluso a priori, ma richiede una valutazione specifica del paziente e della zona da trattare:
1. Stati febbrili o influenzali
2. Protesi metalliche
3. Patologie dermatologiche
4. Ferite aperte o cicatrici non ancora rimarginate
5. Diabete o disturbi della sensibilità cutanea

Pertanto, prima di iniziare un ciclo di Tecarterapia, è fondamentale che il fisioterapista specializzato, come avviene presso il Centro di Fisioterapia ed Osteopatia a Roma Balduina, esegua una valutazione approfondita del paziente, considerando eventuali condizioni cliniche pregresse e la zona da trattare. Solo così si può garantire un trattamento efficace e sicuro.

Tecarterapia: quanto costa un apparecchio professionale?

Il costo di un dispositivo per Tecarterapia può variare notevolmente, proprio come avviene nel mercato automobilistico. Esistono apparecchi di fascia alta, veri e propri “Ferrari” del settore fisioterapico, dotati di tecnologie avanzate e prestazioni eccellenti; dispositivi di fascia media, affidabili e funzionali; e infine modelli economici o usati, accessibili ma con prestazioni e durata più limitate.

💰 Fascia di prezzo dei dispositivi Tecar
- Modelli base o usati: a partire da 1.000 €
- Dispositivi professionali di fascia alta: fino a 35.000 €

Il prezzo di un apparecchio Tecar è determinato da diversi fattori tecnici e commerciali, tra cui:
- Marca del produttore;
- Qualità dei materiali (es. componenti Made in Italy);
- Livello di schermatura e sicurezza per paziente e operatore;
- Numero e qualità degli accessori inclusi;
- Gamma di frequenze disponibili, per adattare il trattamento al tipo di tessuto;
- Presenza di strumenti digitali (tablet, smartwatch, ecc.);
- Funzioni avanzate come emissione pulsata o continua, forma d’onda precisa, tracciamento dati;
- Design e presentazione estetica;
- Assistenza post-vendita e garanzie offerte;
- Formazione inclusa per un uso corretto e sicuro del dispositivo;

🔍 Nota bene: un dispositivo di alta qualità non è solo un investimento per il professionista, ma anche un elemento di garanzia per il paziente, che riceverà un trattamento più efficace, sicuro e personalizzato.

Tecarterapia: costi medi per singola seduta

I prezzi medi di una seduta di Tecarterapia variano sensibilmente in base a fattori come:
- Esperienza e formazione del fisioterapista
- Qualità e tecnologia del centro fisioterapico

💸 Fascia di prezzo indicativa
• Per Centri altamente specializzati: fino a 50 € a seduta

Il prezzo, come accennato sopra, dipende sia dalla qualità del macchinario (esistono dispositivi che costano 3000 euro e altri che ne costano 20.000), ma anche da come viene erogato il trattamento. La Tecarterapia, non essendo una terapia automatica, richiede la supervisione del fisioterapista che deve:
• ✅ Selezionare la modalità corretta (capacitiva o resistiva)
• ✅ Impostare parametri fondamentali: frequenza, potenza e durata
• ✅ Integrare il trattamento con manovre manuali e valutazione clinica continua

Una Tecar impostata male o usata passivamente può risultare anche piacevole, ma probabilmente poco efficace. Per questo il valore reale di una seduta risiede nell’esperienza del professionista, non solo nella macchina.
Sia che tu sia un fisioterapista in cerca di un dispositivo affidabile, sia un paziente interessato al trattamento, è fondamentale ricordare che il valore della Tecarterapia non dipende solo dal prezzo, ma dalla competenza dell’operatore e dalla qualità intrinseche del dispositivo.

Convenzioni per l’utilizzo della tecarterapia

Potrebbe sorprendere, ma ad oggi la Tecarterapia non è ancora convenzionata. Questo perché il dispositivo non è incluso nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), ovvero i servizi minimi riconosciuti dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Di conseguenza, la Tecarterapia non rientra tra le terapie coperte dal SSN e, anche negli ospedali pubblici, una seduta viene sempre fatturata a tariffa piena.

BIBLIOGRAFIA 

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