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Patologie della mano: il dito a scatto
Il dito a scatto, o tenosinovite stenosante, è una patologia che limita la funzionalità della mano. Scopri le cause, i sintomi e i trattamenti innovativi, come quelli fisioterapici, offerti presso il nostro Centro di Fisioterapia e Osteopatia a Roma Balduina.
Patologie della mano: il dito a scatto
Ecco come trattiamo questa condizione invalidante presso il nostro Centro di Fisioterapia e Osteopatia a Roma Balduina
- Introduzione
- Cosa si intende per “dito a scatto”
- Sintomi del dito a scatto
- Cause principali della tenosinovite stenosante
- Come si cura il dito a scatto
- Trattamento fisioterapico: tecniche e tecnologie avanzate
- Quando è necessario il trattamento chirurgico

Introduzione
La mano è una delle parti più importanti e utilizzate del nostro corpo. Grazie alla sua complessità, ci consente di svolgere un’infinità di azioni quotidiane, dal lavoro al tempo libero. Tuttavia, le patologie che colpiscono questa struttura possono essere altamente invalidanti, riducendo la qualità della vita di chi ne soffre.Tra queste, il dito a scatto, noto in ambito medico come tenosinovite stenosante, è una condizione che merita particolare attenzione. Nonostante la sua diffusione, molte persone non ne conoscono le cause, i sintomi o i possibili trattamenti.
In questo articolo, approfondiremo tutto ciò che c’è da sapere sul dito a scatto, con particolare focus sui trattamenti fisioterapici e sulle tecniche innovative che applichiamo presso il nostro Centro di Fisioterapia e Osteopatia a Roma Balduina. Buona lettura!
Cosa si intende per “dito a scatto”?
Il termine “dito a scatto” deriva dalla sensazione caratteristica che i pazienti avvertono quando cercano di muovere il dito colpito. Questo scatto si verifica perché il tendine flessore del dito incontra difficoltà a scorrere all’interno della puleggia ispessita.
A livello anatomico, questa condizione interessa due strutture principali:
- Le pulegge: elementi fibrosi che formano un tunnel all'interno del quale scorrono i tendini flessori. La loro funzione è mantenere i tendini aderenti alle ossa durante il movimento.
- I tendini flessori: responsabili della flessione delle dita, collegano i muscoli dell'avambraccio alle ossa della mano.
Quando una puleggia si ispessisce o si infiamma, il tendine flessore trova difficoltà nel suo scorrimento naturale. Il risultato è un movimento limitato o doloroso, che spesso culmina nel tipico scatto.
Sintomi del dito a scatto
La sintomatologia del dito a scatto può variare in base alla gravità della condizione e al tempo trascorso dall'insorgenza. I principali sintomi includono:
- Scatto doloroso: il segno distintivo della patologia. Questo fenomeno si verifica quando il tendine bloccato riesce improvvisamente a scorrere, liberandosi dalla pressione della puleggia.
- Blocco del movimento: nei casi più avanzati, il dito può rimanere bloccato in una posizione piegata o estesa.
- Dolore localizzato: il dolore si avverte in particolare alla base del dito colpito, sia durante il movimento che alla palpazione.
- Rigidità mattutina: molte persone riferiscono una maggiore difficoltà a muovere il dito appena sveglie.
- Presenza di noduli: un piccolo rigonfiamento può essere percepito nel palmo della mano, corrispondente all’area di infiammazione della puleggia.
Se non trattata, la patologia può evolvere fino a causare rigidità permanente o una significativa perdita di funzionalità.
Cause principali della tenosinovite stenosante
Le cause del dito a scatto non sono ancora del tutto chiare, ma numerosi studi hanno identificato diversi fattori di rischio che possono favorire l’insorgenza della patologia. Tra i principali troviamo:
- Movimenti ripetitivi: attività che richiedono movimenti manuali frequenti, come scrivere al computer, cucinare, lavorare come elettricista, massaggiatore o pasticcere.
- Microtraumi cronici: piccole lesioni ripetute nel tempo possono causare infiammazione e ispessimento delle pulegge.
- Patologie sistemiche: condizioni come il diabete, l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica o la gotta aumentano il rischio di sviluppare il dito a scatto.
- Fattori legati all’età e al sesso: la patologia è più comune nelle persone con più di 30 anni e nelle donne, probabilmente a causa di differenze ormonali o anatomiche.
In alcuni casi, la patologia può essere idiopatica, cioè senza una causa apparente.
Come si cura il dito a scatto
Il trattamento del dito a scatto varia in base alla gravità della condizione. In generale, esistono due approcci principali:
- Terapia conservativa:
- Include trattamenti fisioterapici, uso di farmaci antinfiammatori e applicazione di tutori.
- È il primo approccio consigliato, soprattutto nelle fasi iniziali.
- Terapia chirurgica:
- Riservata ai casi più gravi o resistenti ai trattamenti conservativi.
- Consiste nella liberazione del tendine attraverso un intervento mininvasivo.
La scelta del trattamento dipende da fattori come la durata dei sintomi, la gravità e le esigenze specifiche del paziente.
Trattamento fisioterapico: tecniche e tecnologie avanzate
La fisioterapia rappresenta una soluzione efficace e non invasiva per il dito a scatto, soprattutto se iniziata tempestivamente. Presso il nostro Centro di Fisioterapia a Roma Balduina, adottiamo un approccio integrato che combina diverse tecniche per ottenere il massimo beneficio.
Terapia manuale
Include tecniche come:
- Mobilizzazioni articolari: migliorano la mobilità e riducono la rigidità.
- Massaggi specifici: alleviano la tensione muscolare e migliorano il flusso sanguigno.
- Trattamento dei trigger points: punti di tensione muscolare che contribuiscono al dolore.
Dispositivi tecnologici avanzati
- Tecarterapia (T.E.C.A.R):
- Stimola il processo di guarigione attraverso calore profondo, con effetti antinfiammatori e antidolorifici.
- Favorisce il rilassamento muscolare e migliora la circolazione.
- Laser terapia ad alta potenza:
- Utilizza onde luminose ad alta intensità per ridurre il dolore e stimolare la rigenerazione dei tessuti.
- Ultrasuoni terapeutici e onde d'urto:
- Emettono onde acustiche per favorire la guarigione del tessuto e migliorare la mobilità, la funzionalità e la sintomatologia dolorosa.
- Ipertermia:
- Consente di applicare calore in modo localizzato e preciso, con effetti simili alla tecarterapia.
Esercizi terapeutici
I fisioterapisti guidano il paziente in una serie di esercizi specifici, tra cui:
- Allungamenti: migliorano la flessibilità dei tendini.
- Rinforzo muscolare: aumenta la forza e il supporto delle dita.
- Correzione posturale: evita movimenti scorretti che possono peggiorare la condizione.
Ortesi personalizzate
L’uso di tutori o splint aiuta a ridurre lo stress sul tendine infiammato, favorendo il recupero.
Protocollo consigliato:
In genere, si prescrive un ciclo di 10 sedute, con una frequenza iniziale di 2-3 sedute a settimana nei casi acuti, per poi passare a una cadenza bisettimanale.
Quando è necessario il trattamento chirurgico
Nei casi in cui la terapia conservativa non porti a risultati significativi, il trattamento chirurgico rappresenta l’opzione migliore. L’intervento, eseguito in regime di day hospital, prevede:
- Apertura della puleggia: per liberare il tendine e permettere uno scorrimento fluido.
- Mobilizzazione immediata: il paziente può iniziare a muovere il dito subito dopo l’operazione.
Recupero post-operatorio
- La fisioterapia post-chirurgica si concentra sulla prevenzione delle aderenze e sul recupero completo della funzionalità.
- La piena mobilità della mano è generalmente raggiunta entro un mese.
Conclusioni
Il dito a scatto è una patologia comune e trattabile con ottimi risultati. Il tutto è reso possibile presso il nostro Centro di Fisioterapia e Osteopatia a Roma Balduina
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BIBLIOGRAFIA
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Ferrara PE, Codazza S, Maccauro G, Zirio G, Ferriero G, Ronconi G. Physical therapies for the conservative treatment of the trigger finger: a narrative review. Orthop Rev (Pavia). 2020 Jun 26;12(Suppl 1):8680. doi: 10.4081/or.2020.8680. PMID: 32913608; PMCID: PMC7459363.
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