ATM: le patologie che affliggono l’articolazione temporo-mandibolare

  • 28. Jan. 25
ATM: le patologie che affliggono l’articolazione temporo-mandibolare

La disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) si manifesta con sintomi come dolore mandibolare, mal di testa, rumori articolari, fastidi alla masticazione e formicolio al volto. L’ATM è una delle articolazioni più delicate e utilizzate, fondamentale per attività quotidiane come mangiare, parlare e respirare. In questo articolo esploreremo le principali patologie dell’ATM, le loro cause e i rimedi fisioterapici.

ATM: le patologie che affliggono l’articolazione temporo-mandibolare

Ecco come gestiamo una condizione così invalidante presso il nostro Centro di Fisioterapia ed Osteopatia a Roma Balduina 

• Introduzione
• Cos’è l’ATM?
• Anatomia e fisiologia dell’ATM
• ATM: le patologie più frequenti
• ATM: come rimediare a tali patologie?
• Come possiamo prevenire problematiche a carico dell’ATM?


Introduzione

I principali segni e sintomi che fanno pensare ad una disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) sono:

- Dolore mandibolare;
- Mal di testa;
- Rumori o click mentre apriamo e chiudiamo la bocca;
- Fastidi alla masticazione;
- Formicolio al volto;

l’ATM risulta essere una delle articolazioni più delicata e anche la più utilizzata del corpo umano. Infatti, esplicitando la sua capacità di muovere e articolare la bocca, riusciamo a svolgere compiti fondamentali della quotidianità, quali: mangiare, parlare e respirare.

Durante la lettura di questo articolo entrerai a conoscenza delle principali patologie, di competenza fisioterapica, che affliggono questa articolazione. Partiremo da alcune nozioni anatomo-fisiologiche dell’ATM, proseguiremo con l’elencare le patologie principali elencandone le cause e cercando di spiegare il perché di tale insorgenza e concluderemo con i vari rimedi che la fisioterapia può offrire. Buon proseguimento!

Cos’è l’ATM?

Spesso, nel trattare l’articolazione temporo-mandibolare, utilizziamo l’acronimo “ATM”. Tale articolazione prende il nome dalle ossa con cui entra in comunicazione, ovvero: l’osso temporale del cranio superiormente e la mandibola inferiormente. Risulta un’articolazione molto superficiale e delicata, per questo facilmente reperibile alla palpazione. Infatti, basterà mettere il dito indice o medio ai lati del volto in prossimità dell’orecchio ed eseguire un’apertura e chiusura della bocca; con questo sentiremo molto bene le ossa mandibolari, le quali svolgeranno un movimento sincrono con la bocca.

Anatomia e fisiologia dell’ATM

L’articolazione temporo-mandibolare risulta essere una piccola articolazione bilaterale situata fra lo zigomo e l’orecchio e mette in comunicazione il condilo articolare della mandibola con la fossa glenoidea dell’osso temporale del cranio. Il condilo mandibolare ha una forma ovoidale ed è di piccole dimensioni con una lunghezza di circa due centimetri e largo la metà. Per questo motivo tale l’articolazione è soggetta a riportare dei danni nel caso di traumi diretti anche di lieve entità.

È un’articolazione complessa e fondamentale per la nostra sopravvivenza poiché, grazie ad essa, riusciamo ad effettuare tutti i movimenti della bocca e quindi esplicare funzioni vitali importanti, come: mangiare e comunicare verbalmente. La grande utilità di queste funzioni fanno sì che l’ATM venga utilizzata spesso durante il giorno, e dunque esposta facilmente a diversi fattori di rischio che ne possono alterare la funzionalità.

L’ATM essendo un’articolazione bilaterale, il movimento di un lato influenza inevitabilmente il movimento controlaterale, per tale motivo la biomeccanica articolare risulta abbastanza complessa. Il movimento di questa articolazione è dato da due sistemi, quali:

- Sistema condilo-discale interfacciato con la cavità sinoviale inferiore; si ha l’interazione tra queste due strutture (condilo e disco) che compongono la cavità sinoviale, col disco che ruota sulla faccetta articolare del condilo;
- Sistema condilo-discale interfacciato con la fossa mandibolare; si ha stavolta un movimento di traslazione tra la superficie superiore del disco e la superficie inferiore della fossa mandibolare;

La morfologia del disco è determinante sulla qualità del movimento articolare; infatti, un’alterazione di tale struttura comporta l’insorgenza dei primi disordini articolari. Ma non è tutto; infatti, ogni qualvolta ci si trova a prendere in esame una problematica relativa all’ATM, ci sono quattro fattori da tenere in considerazione, quali:

- L’ATM sinistra;
- L’ATM destra;
- Sistema di occlusione dentale (maggiormente di competenza ortodontica);
- Sistema neuromuscolare (innervazione e muscolatura a carico dell’articolazione);

Questi fattori cooperano bilanciandosi perfettamente, compensando eventuali alterazioni provenienti da agenti interni o esterni. Quando il sistema non riesce più in grado di compensare queste alterazioni si susseguono segni e sintomi relativi ai disordini dell’ATM.

Alla base dei disordini temporo-mandibolari, vi sono diversi elementi che contribuiscono, con altrettante origini, quali:
- Traumatica
- Artritica
- Neoplastica o tumorale
- Posturale
- Visiva
- Occlusale
- Disfunzionale
- Infettiva
- Ormonale
- Psicologica ed emozionale

I muscoli che muovono l’articolazione temporo-mandibolare, monolateralmente, sono:

- Muscoli masticatori: massetere, temporale, pterigoideo interno e pterigoideo esterno;
- Muscoli linguali
- Muscoli mimici
- Muscoli faringei
- Muscoli abbassatori della mandibola: muscoli ioidei e palatini;

I muscoli masticatori sono i muscoli deputati alla masticazione e sono 4: massetere, temporale, pterigoideo interno ed esterno e risultano essere quelli che maggiormente vengono presi in esame nel corso del trattamento delle disfunzioni dell’ATM. Presentano la medesima innervazione, il nervo mandibolare, ma non hanno la stessa funzione. Infatti, i primi due elencati sono i principali responsabili del movimento in chiusura della bocca; mentre gli ultimi due, cooperano anche nei i movimenti di lateralità e protrusione. In particolare, lo pterigoideo esterno provvede a stabilizzare l’articolazione durante il movimento.

ATM: le patologie più frequenti

Le patologie dell’ATM più frequentemente trattate dal fisioterapista sono:

- Bruxismo: conosciuto come digrignare i denti, risulta frequente durante la notte e in periodi di forte stress;
- Click e rumori o scrosci articolari udibili dal paziente durante l’apertura o la chiusura della bocca. Possono trattarsi di eventi occasionali o corrispondenti a una specifica direzione di movimento;
- Disfunzioni di movimento dell’articolazione: La traiettoria della mandibola non sempre è perfettamente simmetrica e fisiologica e questo, nel tempo, può produrre sovraccarichi ed alterazioni strutturali;
- Mal di testa: ritroviamo la cefalea e l’emicrania;
- Limitazione funzionale: i pazienti si trovano impossibilitati ad aprire la bocca, rendendo la condizione abbastanza importante;

ATM: come rimediare a tali patologie?

Spesso il trattamento per i disordini dell’ATM, un tempo noti come Sindrome di Costen, richiedono un intervento terapeutico integrato di più figure professionali, col fisioterapista che si trova spesso a collaborare con: l’odontoiatra, l’otorinolaringoiatra e il logopedista.

Come in ogni patologia, ai pazienti, il trattamento dovrebbe essere unico e specifico in virtù delle caratteristiche intrinseche articolari e sintomatologico riportato. Pertanto, nel trattamento per disfunzione temporo-mandibolare presso il Centro di Fisioterapia ed Osteopatia a Roma Balduina, il fisioterapista specializzato applica una serie di tecniche e strategie che differiscono, per singolo paziente, sia per frequenza che per intensità.

Tra le tecniche utilizzate ritroviamo:

Tecniche di terapia manuale: tra queste ritroviamo le mobilizzazioni, utilizzate per correggere movimenti alterati. Le mobilizzazioni riguardano: l’ATM, il tratto cervicale (in particolare le vertebre superiori) ed il cranio. Provvederemo a mobilizzare sia le articolazioni che i tessuti molli, come i muscoli. Il trattamento del dolore miofasciale, causato da contratture e trigger points, risulta essere un punto cruciale dell’ATM.

Auto-mobilizzazioni: sono delle manovre che il fisioterapista insegna al paziente per potersi trattare in autonomia a casa tra le varie sedute, riducendo eventualmente la sintomatologia algica nel caso di episodi di riacutizzazione. Ad esempio, in pazienti che soffrono di bruxismo viene consigliato di poggiare i gomiti sul tavolo, ponendo i palmi delle mani a contatto con la base del mento e procedere così ad aprire la bocca contro-resistenza, rinforzando i muscoli antagonisti dei muscoli masticatori.

Autoposture: riguarda posizioni attive o passive da adottare nel corso della giornata, su consiglio del fisioterapista, per accelerare i tempi di recupero. Spesso le posture adottate si ripercuotono su distretti lontani come il tratto dorsale della colonna che, pur essendo morfologicamente diverso rispetto al tratto cervicale e l’ATM, sono in stretta correlazione con il ragionamento da parte del clinico.

Esercizi: utili nel rinforzare la muscolatura stabilizzatrice troppo debole e i muscoli antagonisti che risultano troppo rigidi; elementi spesso presenti in esiti di mal di testa e bruxismo. Gli esercizi consentono di migliorare e bilanciare le forze fra i due lati della mandibola.

Come possiamo prevenire problematiche a carico dell’ATM?

Molti sono i fattori che concorrono nel prevenire problematiche dell’articolazione temporo-mandibolare. Sicuramente una dentatura adeguata e una buona postura sono elementi basici per ridurne il rischio di insorgenza. È importante che nel trattamento di questi disordini vi sia un monitoraggio costante, nel tempo, da parte del tuo fisioterapista specializzato; nel caso in cui non venisse avvertito dolore basterà anche un singolo controllo ogni sei mesi affinché tu possa mantenere uno stato di salute ottimale.

Pertanto, affidati ad un fisioterapista che sappia consigliarti al meglio quali posture, esercizi ed accorgimenti adottare in base alla condizione cervico-temporo-mandibolare che stai attraversando.

 

BIBLIOGRAFIA 

Kulesa-Mrowiecka M, Ciężarek P, Pihut M. Effectiveness of Rehabilitation for Disk Displacement of the Temporomandibular Joint-A Cross-Sectional Study. J Clin Med. 2024 Feb 4;13(3):902. doi: 10.3390/jcm13030902. PMID: 38337596; PMCID: PMC10856411.

Ananthan S, Pertes RA, Bender SD. Biomechanics and Derangements of the Temporomandibular Joint. Dent Clin North Am. 2023 Apr;67(2):243-257. doi: 10.1016/j.cden.2022.11.004. Epub 2023 Feb 1. PMID: 36965929.

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